salute

 


Come mantenersi in salute anche nella terza età

In età avanzata, il benessere psicofisico può essere messo a dura prova da malattie, stress e preoccupazioni. Il modo migliore per evitarlo è condurre uno stile di vita salutare sin dalla gioventù. Tuttavia, non è mai troppo tardi per acquisire delle abitudini sane. Ecco quindi una serie di consigli che possono aiutare non solo a migliorare la qualità della vita durante la terza età ma anche a vivere più a lungo.

– Seguire un’alimentazione adeguata: in caso contrario il rischio è la malnutrizione, che può portare a una significativa perdita della massa muscolare, mascherata da un aumento (ben poco salutare) della massa grassa.

– Curare la propria igiene personale: oltre che per dare un’immagine di sé pulita e gradevole, l’igiene personale è fondamentale per evitare il proliferare di germi e batteri che provocano malattie e trovano nello sporco il proprio habitat naturale.

– Mantenersi attivi fisicamente: muoversi è molto importante anche durante la terza età, al fine di prevenire la perdita di tono muscolare e la riduzione della mobilità, chiaramente svolgendo un’attività adatta alle proprie condizioni di salute su consiglio del proprio medico.

– Mantenersi mentalmente attivi: con l’età che avanza, problemi di memoria e vere e proprie forme di demenza diventano sempre più frequenti, ed è per questo che diventa necessario svolgere attività utili come giocare a scacchi o imparare una lingua straniera.

Riposare bene e abbastanza: per cercare di contrastare i disturbi del sonno sì ai carboidrati a cena (con moderazione) così come anche all’attività fisica serale; tuttavia se si fatica costantemente ad addormentarsi o a riposare indisturbati, oppure si soffre ripetutamente di sonnolenza diurna è bene consultare il proprio medico, in quanto questo potrebbe essere sintomo di problemi fisici.

– Creare un ambiente adatto al sonno: in generale, è bene che ci sia un’atmosfera tranquilla, priva di fattori disturbanti, come rumori o temperatura troppo alta o troppo bassa; andare a dormire quando si è stanchi e alzarsi sempre circa alla stessa ora; spegnere dispositivi elettronici quali smartphone, televisione, tablet e computer 30-60 minuti prima di addormentarsi e cercare di rilassarsi prima di mettersi a letto, magari con un bagno caldo.

Non fumare: nuoce gravemente alla salute e se associato a problemi di memoria può aumentare il rischio di incidenti a causa di sigarette o simili lasciate accese incustodite.

– Mantenere un atteggiamento positivo e ridurre lo stress: bisogna apprezzare la vita e non perdere il senso dell’umorismo, ma anche parlare ed esprimere emozioni e sentimenti (con amici e familiari ad esempio), e accettare che non si può avere sempre il controllo sugli eventi.

– Andare dal medico se necessario: eseguire gli esami di routine particolarmente utili fra cui misurazioni regolari della pressione, del colesterolo, della glicemia; potrebbero inoltre essere consigliate visite e test specialistici come controllo dell’udito e della vista, mammografia, controlli della prostata o una colonscopia.



vasi sanguigni

 


Nuovi vasi sanguigni per rallentare la perdita di massa muscolare

Per contrastare l’imparziale capacità di resistenza fisica, tipica dell’invecchiamento, alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology di Boston (USA) sono riusciti a promuovere la crescita di nuovi vasi sanguigni in un gruppo di topi anziani. Lo studio si inserisce in un filone di ricerca che dura da oltre vent’anni, guidato, tra gli altri, da Leonard Guarente.

In quest’ultimo studio, il team si è concentrato sul ruolo di una particolare classe di proteine, le sirtuine, nelle cellule che rivestono l’interno dei vasi sanguigni. Gli studiosi hanno eseguito gli studi su un gruppo di roditori di 6 mesi, cancellando il gene SIRT1 che codifica la sirtuina, notando così che la densità capillare delle cavie era ridotta e che essi non erano in grado di correre come gli animali loro coetanei su cui non erano intervenuti.

Successivamente, è stato studiato cosa accade nei topi dai 18 ai 32 mesi (paragonabili agli 80 anni nel genere umano) aumentando i livelli di sirtuina. Per fare ciò, è stato somministrato loro per due mesi un attivatore di queste proteine, il sulfido di idrogeno, e un composto naturale chiamato NMN che attiva il gene SIRT1 e i cui livelli, in genere, si riducono con l’avanzare dell’età. Al termine dell’esperimento, la densità capillare dei topi era ai livelli di quella dei roditori più giovani con le cavie che, inoltre, beneficiavano di un miglioramento della loro capacità di resistenza dal 56% all’80%.

Come ha spiegato il biologo americano “invecchiando il numero di vasi sanguigni decresce, e così si riduce la loro capacità di portare nutrienti e ossigeno ai tessuti, come i muscoli, contribuendo al loro declino”. Nel corso della ricerca invece, l’attività di SIRT1 nelle cellule endoteliali si è rivelata essenziale per veicolare gli effetti dell’esercizio fisico che nei giovani topi stimola la crescita di nuovi vasi sanguigni e rinforza i muscoli.

Se i risultati ottenuti verranno confermati anche dai test eseguiti sull’uomo, vorrebbe dire che l’attività fisica – specialmente l’utilizzo di pesi – è in grado di far recuperare massa muscolare agli anziani.



diabete

 


Una dieta ricca di fibre per combattere il diabete

Una dieta ricca di fibre potrebbe aiutare a contrastare il diabete di tipo 2. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Science da diversi scienziati cinesi dell’Università Jiao Tong di Shanghai (Cina) e della Rutgers University di New Brunswick (Usa), coordinati da Liping Zhao. Essi sostengono infatti come l’assunzione di queste sostanze favorisca la proliferazione di 15 batteri intestinali che aiutano a tenere sotto controllo i livelli di glicemia e lipidi, gettando quindi delle potenziali basi per il trattamento dei pazienti diabetici.

I ricercatori hanno sottoposto all’indagine due gruppi di soggetti affetti da diabete di tipo 2, dando ai primi delle comuni raccomandazioni dietetiche e sanitarie, mentre i secondi sono stati invitati a seguire una dieta ricca di diverse fibre che comprendeva cereali integrali e cibi medicinali della tradizione cinese, che contengono prebiotici – sostanze che stimolano la crescita dei batteri intestinali che producono acidi grassi a catena corta. A tutti è stato detto di assumere il farmaco acarbosio, per regolare il livello di glucosio nel sangue.

Dopo 12 settimane, i membri del secondo gruppo avevano perso complessivamente più peso rispetto agli altri, i loro livelli di glicemia a digiuno erano diminuiti e hanno mostrato una riduzione maggiore dell’emoglobina glicata – che misura la concentrazione plasmatica media del glucosio negli ultimi tre mesi.

Fra gli oltre 140 ceppi di batteri intestinali, il consumo di fibre ne ha stimolato soltanto 15, facendoli diventare quelli dominanti e aiutando a rafforzare la formazione di due acidi grassi, l’acetato e il butirrato. Essi hanno creato un ambiente intestinale moderatamente acido, riducendo così la proliferazione dei batteri dannosi e aumentando la produzione di insulina. Gli scienziati hanno quindi concluso che la creazione di un microbiota intestinale sano potrebbe rappresentare un nuovo ed efficace approccio per gestire il diabete 2.



cervello

 


Meno calorie fanno bene al cervello

Un’alimentazione povera di grassi e un apporto calorico ridotto potrebbero rallentare l’invecchiamento del cervello. Questa è la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori di un’università olandese in uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Molecular Neuroscience, secondo cui questo regime alimentare sarebbe in grado di prevenire l’infiammazione delle cellule cerebrali immunitarie, dette microglia, tipica dell’età avanzata.

Il coordinatore dello studio Bart J. L. Eggen ha osservato come l’obesità e l’invecchiamento sono in crescita in tutto il mondo; pertanto, lo studio da lui diretto è stato volto al fine di comprendere se una dieta a basso o elevato contenuto di grassi, insieme ad una regolare attività fisica e restrizione alimentare, avesse qualche effetto sull’invecchiamento delle cellule della microglia (che si occupano della principale difesa immunitaria attiva nel sistema nervoso centrale) nei topi. I ricercatori hanno infatti esaminato l’influenza di queste diete sull’infiammazione delle cellule di una particolare area del cervello, l’ipotalamo, nei roditori di 6 mesi. Hanno inoltre sottoposto dei topi di 2 anni ai due tipi di regime alimentare, facendo svolgere esercizio fisico (presenza di una ruota) ad alcuni, o una riduzione del 40{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} delle calorie assunte quotidianamente.

Al termine dell’esperimento è emerso che il cervello dei topi a cui era stata imposta una dieta con limitato contenuto di calorie e grassi era più giovane di quello degli altri. Il dottor Eggen ha sottolineato come sia fondamentale combinare un ridotto apporto calorico con una dieta povera di grassi, in quanto quest’ultima, da sola, non è sufficiente.

Questo regime alimentare, secondo alcuni studi, sarebbe anche più efficace dell’attività fisica – mentre invece secondo altri mantenersi attivi aiuta a contrastare diverse malattie. I ricercatori hanno affermato che serviranno ulteriori indagini per confermare i risultati, ma che quest’indagine presenta comunque dei dati molto importanti. Lo scienziato ha infatti concluso che “solo quando il contenuto di grassi e l’apporto calorico sono limitati è possibile prevenire i cambiamenti indotti dall’invecchiamento nelle cellule della microglia”.