Le castagne sono tra i più noti frutti autunnali. Il periodo della loro raccolta comincia a fine settembre ed esse possono essere consumate sia fresche, opportunamente cotte, che essiccate e sotto forma di farina. Ricche di fibre e carboidrati, un tempo erano conosciute come “il pane dei poveri”, perché impiegate anche nella panificazione; sono un alimento molto energetico, ma con un basso indice glicemico.

Il Castagno europeo, è un albero imponente e piuttosto longevo (può arrivare a 25 metri d’altezza e vivere fino a 500 anni) e appartiene alla famiglia delle Fagaceae, come i faggi e le querce. Oltre a quella diffusa nel nostro continente, ne esistono altre specie del Nord America, Cina e Giappone. Il suo frutto, è una noce che matura all’interno di un riccio, spinoso e inizialmente di colore verde. I ricci si trovano sui rami, raggruppati; cadono dall’albero e si aprono nel periodo autunnale, quando le castagne sono mature.

Se si prendono in considerazione le castagne crude, il contenuto calorico è di 165 kcal per 100 g (con l’84% carboidrati, il 7% proteine, il 9% lipidi). Questo frutto, però, viene consumato soltanto cotto, poiché crudo non ha un sapore e una consistenza gradevoli e, soprattutto, potrebbe causare problemi gastrointestinali. I valori nutrizionali cambiano a seconda del tipo di cottura:

  • Arrostite: circa 190 kcal per 100 g;
  • Bollite: circa 120 kcal per 100 g;
  • Essiccate: 287 kcal per 100 g.

100 g di castagne cotte arrosto, inoltre, contengono: 42,4 g di acqua, 41,8 g di carboidrati, 10,7 g di zuccheri, 3,7 g di proteine, 2,4 g di grassi, 0 g di colesterolo. In quelle bollite c’è una maggiore componente acquosa, con minore presenza di grassi e proteine, che invece aumentano quando il frutto viene essiccato.

Essendo un alimento ricco di carboidrati e quindi molto energetico, aiutano a combattere lo stress e la stanchezza che possono accompagnare il cambio di stagione, in autunno. Non bisogna, però, eccedere nel consumo, che è sconsigliato in pazienti sovrappeso e obesi, così come per chi soffre di colite.

Tra le vitamine contenute in questo frutto, le più importanti e abbondanti sono la A, quelle del gruppo (compreso l’acido folico, che le rende adatte al consumo in gravidanza), la C e la D. Per quanto riguarda i minerali, troviamo potassio, fosforo e sodio, che supportano, rispettivamente, i muscoli, le cellule nervose, la digestione, ma anche lo zolfo, che entra in gioco nei processi di ossificazione, il magnesio, il calcio e il cloro.

In virtù della totale assenza di colesterolo e del contenuto di fibra, le castagne possono essere inserite nell’alimentazione di chi soffre di ipercolesterolemia; esse sono inoltre utili per riequilibrare la flora batterica dell’intestino.

Il valore nutrizionale delle castagne è molto simile a quello dei cereali. Per questo motivo, poiché esse sono naturalmente prive di glutine, possono costituire una valida alternativa per chi soffre di celiachia, anche sotto forma di farina e suoi derivati.

La castagne possono essere essiccate e macinate per ottenere la farina, che un tempo era molto utilizzata soprattutto dalla fascia più povera della popolazione: l’albero del castagno era infatti detto “albero del pane”. È impiegata in molte ricette della tradizione, come il castagnaccio o la polenta dolce, ma per via dell’elevato apporto calorico (343 kcal per 100 g) il suo consumo non è adatto a tutti.

Oltre a ricordare che le castagne sono un cibo energetico, quindi non adatto per essere consumato da persone in sovrappeso, obese, o affette da diabete, bisogna sottolineare che le castagne contengono degli allergeni. In particolare, essi possono scatenare delle reazioni crociate, con il lattice e con i pollini di alcune piante, per questo motivo chi soffre di un’allergia alla gomma naturale o ai pollini deve consumare le castagne con molta attenzione, sia che si tratti del frutto, sia della farina e dei suoi derivati.