Demenza

Può accadere che tutto quello che si è acquisito nel corso della propria vita, cominci a poco a poco a perdersi all’interno della nostra memoria e gradualmente ci si dimentica di cosa fare, di cosa si conosce e perfino chi si è. Tutto questo è quello che i medici chiamano demenza.

La demenza senile è un problema che affligge oggi circa 47 milioni di persone in tutto il mondo e che potrebbe colpire 66 milioni di soggetti entro il 2030. Allarme che ha portato ad una grande attenzione sullo sviluppo di farmaci capaci di prevenire tale patologia.

Esistono fattori, soprattutto genetici purtroppo immodificabili, su tutti gli altri di contro è possibile intervenire, riducendo quindi le probabilità di sviluppare un quadro di demenza o ritardarne l’insorgenza.
Un importante studio pubblicato sulla rivista The Lancet dal gruppo di ricerca “Lancet Commission on Dementia Prevention and Care”, costituito da 24 esperti internazionali, evidenzia come un terzo dei casi di demenza risulta evitabile riducendo i principali fattori di rischio.

I ricercatori hanno identificato alcuni approcci preventivi che potrebbero ridurre del 20% l’incidenza della demenza: aumentare il grado di istruzione in giovane età, affrontare la perdita dell’udito, l’ipertensione e l’obesità durante la mezz’età.

Inoltre, smettere di fumare, curare la depressione, aumentare l’attività fisica, incrementare i rapporti sociali e gestire il diabete in età avanzata potrebbero diminuire di un ulteriore 15% l’incidenza del declino cognitivo.
L’efficacia della riduzione di questi fattori di rischio è più grande dell’effetto presunto degli attuali farmaci sperimentali.

Tale limitazione insieme ad uno stile di vita appropriato può ridurre addirittura di un terzo il carico globale di demenza.