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I problemi allo stomaco e all’intestino sono molto comuni, circa il 10% della popolazione infatti soffre per disturbi legati all’alterazione della funzione intestinale.

A volte, basta un esame come l’endoscopia per capirne le cause, purtroppo però è si tratta di un esame invasivo e poco piacevole.
Le cose però presto potrebbero cambiare. Dall’Università del Massachussettes infatti arriva un chip in grado di rivelare il sanguinamento gastrointestinale in maniera più semplice. Una capsula contenente un batterio e studiata in ogni dettaglio da un team di ricercatori, che una volta ingerita a contatto con un componente del sangue si illumina e invia un segnale ad un device esterno.

Il dispositivo di forma cilindrica è lungo circa 3,8 cm e funziona con una batteria da 2,7 volt ed è in grado di individuare un’infiammazione intestinale. La quantità di luce prodotta dalle cellule batteriche viene misurata da un fototransistor che invia ad un microprocessore esterno che può essere collegato ad un semplice smartphone o computer.

“Combinando sensori biologici ingegnerizzati con dispositivi elettronici a bassissima potenza possiamo rilevare, quasi in tempo reale, i segnali biologici nel corpo rendendo possibili nuove capacità diagnostiche” spiega il dottor Timothy Lu. Il chip infatti contiene un ceppo probiotico di Escherichia coli modificato che emette un segnale luminoso una volta che rileva l’eme (un composto ferroso dell’emoglobina).

L’esperimento ha avuto finora successo solo con gli animali, in particolare è stato testato sui maiali, per poter essere utilizzato anche sull’uomo è necessario ridimensionare le sue dimensioni e individuare quanto tempo necessario le cellule al suo interno possono sopravvivere all’interno del nostro intestino.

La ricerca è in fase di completamento e i ricercatori lavorano sul perfezionamento del dispositivo per permettere di individuare malattie molto più complesse come il Morbo di Crohn e altre infiammazioni intestinali.