Gli uomini che hanno molti capelli bianchi potrebbero correre un rischio maggiore di essere colpiti da malattie cardiovascolari.

E questo avverrebbe indipendentemente dalla loro età anagrafica. Lo evidenzia uno studio presentato dagli scienziati dell’Università del Cairo (Egitto) durante “EuroPrevent 2017”, il Congresso annuale dell’European society of cardiology, che si è tenuto a Malaga (Spagna) lo scorso aprile. Secondo gli esperti, l’ingrigimento dei capelli potrebbe essere considerato un “segnale cutaneo precoce” del pericolo cardiovascolare.

“L’invecchiamento è un fattore di rischio coronarico inevitabile ed è associato a segni dermatologici, che potrebbero indicare un aumento del rischio – spiega Irini Samuel, che ha diretto la ricerca -. Sono necessarie ulteriori indagini sui segni cutanei di rischio che ci consentano d’intervenire fin dalle prime fasi del processo di sviluppo delle malattie cardiovascolari”.

Per verificare se i capelli bianchi potessero essere davvero una “spia” della salute del cuore, i ricercatori hanno osservato attentamente la capigliatura di oltre 500 uomini che erano stati sottoposti ad angiografia per un sospetto problema alle coronarie.
l soggetti sono stati poi suddivisi in cinque gruppi, in base al grado d’ingrigimento della loro chioma: chi aveva solo capelli scuri rientrava nel livello 1; chi aveva la maggior parte dei capelli scuri con alcuni bianchi nel livello 2; chi possedeva lo stesso numero di capelli scuri e di capelli bianchi nel livello 3; chi aveva più capelli bianchi di quelli scuri nel livello 4; infine, chi aveva solo capelli bianchi è stato classificato nel livello 5. Gli studiosi, inoltre, hanno raccolto dati relativi ai fattori di rischio cardiovascolare.

I dati raccolti dimostrano che i signori più brizzolati hanno delle arterie più invecchiate, con maggiori calcificazioni lungo le pareti dei vasi, e dunque corrono un rischio di coronaropatia più alto indipendentemente dalla loro età anagrafica e dalla presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare quali ipertensione, diabete e fumo.

«Ora servono ulteriori ricerche, in collaborazione con i dermatologi, per capire di più delle cause genetiche e ambientali che determinano i capelli bianchi», afferma la cardiologa. «Sarà necessario uno studio più ampio, su uomini e donne, per confermare l’associazione tra ingrigimento dei capelli e malattie cardiovascolari in pazienti senza altri fattori di rischio cardiovascolare noti. Se i nostri risultati verranno confermati – conclude l’esperta – l’esame del colore dei capelli attraverso un metodo standardizzato potrebbe diventare un modo per prevedere le malattie delle coronarie».