Ecco svelata una delle funzioni del sonno: mentre dormiamo rimuoviamo i cattivi ricordi, in particolare durante la fase REM, perché diminuiscono i neurotrasmettitori legati allo stress e questo aiuta il cervello a rendere meno dolorosi i ricordi.

Questa curiosità è stata scoperta da uno studio pubblicato sulla rivista Science da un gruppo di ricercatori italo-statunitensi con a capo Chiara Cirelli e Giulio Tononi del Winsconsin Center for sleep and consciousness dell’Università del Winsconsin di Madison (USA).

Gli studiosi hanno osservato che durante il giorno le sinapsi – i processi di apprendimento che avvengono attraverso la creazione di collegamenti tra i neuroni del cervello – si dilatano per ricevere gli input dall’esterno, mentre durante il sonno queste sono notevolmente ridotte. Nel nostro cervello si creano di continuo nuove sinapsi con una frequenza tale da far ipotizzare ad alcuni ricercatori che esista una fase in cui vengono riorganizzate tutte le informazioni apprese durante la giornata, scartando tutte quelle superflue per creare spazio per immagazzinare nuovi dati.

Il gruppo di studiosi, costituito anche dai ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona e dell’Università della California di San Diego (USA), ha utilizzato un microscopio elettronico a scansione per osservare direttamente le sinapsi nel cervello di alcuni topi di laboratorio sia prima che dopo il sonno. Dopo aver analizzato 6.920 sinapsi presenti nella corteccia sensoriale e motoria, hanno notato che nei topi che si erano addormentati le sinapsi erano più piccole di circa il 18{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} rispetto a quelle dei topi svegli. Invece, una buona parte delle sinapsi (quelle più grandi) è rimasta stabile, probabilmente perché esse contenevano i ricordi più duraturi.

Questi test confermano le supposizioni iniziali: le dimensioni e la forza delle sinapsi vengono turbate durante la veglia e ripristinate durante il sonno. Questo fenomeno potrebbe anche avvenire quotidianamente nel cervello degli esseri umani e questo potrebbe spiegare la funzione del sonno che sarebbe necessario per far sì che il cervello riesca ad apprendere nuove informazioni.