Una ricerca pubblicata sulla rivista Plos One dagli scienziati dell’University of Vermont College of Medicine di Burlington (Usa) sostiene che mangiare peperoncino rosso piccante ha degli effetti molto positivi sulla salute, in particolar modo su quella cardiovascolare.

Il consumo di peperoncino sarebbe infatti associato ad una riduzione del 13{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} della mortalità generale e, in particolare, sarebbe in grado di prevenire il rischio di ictus e cardiopatie.

La ricerca è stata condotta sui dati raccolti dal National health and nutritional examination survey III che ha monitorato l’alimentazione di 16.179 cittadini americani per un periodo di 23 anni. Gli autori hanno esaminato le caratteristiche principali dei partecipanti, in base al loro consumo di peperoncino rosso piccante. I risultati hanno rivelato che i consumatori abituali della spezia tendevano ad essere più giovani, di sesso maschile, bianchi, sposati, con il vizio del fumo, abituati a bere alcolici e a mangiare più verdure e carne, caratterizzati da livelli inferiori di colesterolo “buono” e con un reddito e un livello d’istruzione inferiore, rispetto a quelli che non mangiavano l’alimento.

Successivamente, gli scienziati hanno analizzato il numero dei decessi e le cause di morte relative a un periodo di circa 19 anni. Al termine dell’esame, hanno scoperto che i soggetti che consumavano il peperoncino correvano un rischio di mortalità generale inferiore del 13{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} rispetto agli altri, risultando maggiormente protetti dalle patologie cardiovascolari.

Le origini di questo fenomeno non sono del tutto chiare. Si pensa che sia la capsaicina contenuta nel peperoncino a giocare un ruolo importante nella regolazione dei meccanismi cellulari e molecolari che ostacolano l’obesità e modulano il flusso sanguigno. Inoltre, questa sostanza possiede anche proprietà antimicrobiche che potrebbero influire in modo benefico sulla flora intestinale.

Sulla base dei dati raccolti dalla ricerca americana potrebbe comunque essere possibile affermare che il consumo del peperoncino o, in generale, di cibo piccante potrebbe diventare una raccomandazione dietetica.