immortalità

Solo una persona su cinque accetterebbe di diventare immortale se gliene venisse offerta la possibilità. E’ l’inatteso e sorprendente risultato di un sondaggio condotto dalla Sapio Research (e rilanciata da New Scientist) su un campione di 2026 adulti nel Regno Unito.

E se la domanda resta ancora solo ipotetica, in realtà oggi non è più del tutto infondata. E non serviranno né patti con il diavolo né tanto meno elisir di vita eterna. I gerontologi, infatti, ritengono che l’allungamento della vita (che non significa propriamente immortalità, ma tant’è che oggi diventare centenari non è più un miraggio) sia oggi una possibilità concreta: negli ultimi 200 anni l’aspettativa di vita media nell’uomo è infatti raddoppiata. Complici di questa opportunità sono certamente cure e interventi sanitari fino a soli pochi anni fa ritenuti impensabili, ma anche diete migliori, la sanità pubblica e l’istruzione.

Eppure, l’entusiasmo a riguardo è fiacco. Chi ha partecipato al sondaggio si è dimostrato più preoccupato che ottimista… E solo una persona su cinque vorrebbe vivere per sempre. Addirittura al 58% del campione che si dice lieto della notizia dell’allungamento medio della vita, fa da contraltare il 44% che ritiene più importante sapere accettare i limiti che ci impone la natura.
Curioso? In realtà a chi nella storia della letteratura ha tentato di raggiungere l’immortalità non è andata benissimo e in fondo quell’immortalità di cui cantavano i Queen… Era tutta un’altra storia!