insonnia

Quante volte è capitato di svegliarsi in piena notte e non riuscire più a dormire, girarsi e rigirarsi nel letto senza poter trovare nessuna soluzione.

Non è un caso infatti se una persona su tre, soffre saltuariamente di insonnia, un disturbo che colpisce molte persone senza fare distinzioni d’età.

Quando questi episodi capitano con più frequenza, rendendoci nervosi e ripercuotendosi negativamente nella giornata, allora bisogna trovare rimedio.
Come? Facile, mettendo a punto alcune semplice soluzioni: evitare piccoli “pisolini” durante la giornata, magari da rimpiazzare con delle belle e lunghe passeggiate, evitare cene troppo pesanti difficile da digerire, equilibrare il nostro orologio biologico, andando a letto sempre alla stessa ora e infine evitare l’uso di strumenti tecnologici (radio, tv, internet, giochi) almeno un’ora prima di andare a dormire, in maniera tale che il cervello riposi e si tranquillizzi, anzi se è possibile prima di dormire bisognerebbe dedicarsi a delle attività rilassanti come, un bel bagno caldo, leggere un libro o bere una tisana dalle proprietà calmanti.

Se tutto questo non dovesse bastare e si continua a star svegli tutte le notti è opportuno invece l’intervento di uno specialista. A volte infatti dietro a questo problema si nascondono cause più significative come la depressione o i disturbi d’ansia. In particolare, c’è un rapporto bidirezionale tra insonnia e depressione clinica (si presentano contemporaneamente nel 90 per cento dei casi), e la presenza di insonnia è un fattore di rischio, nonché di aggravamento dei disturbi depressivi, specialmente nella terza età.

Se è vero, infatti, che l’insonnia non è una malattia, è altrettanto vero che il suo insorgere rappresenta un campanello d’allarme che ci avverte che il nostro benessere psico-fisico non è equilibrato. La mancanza di sonno infatti genera effetti negativi sul corpo: indebolisce il sistema immunitario, impedisce al cervello di elaborare esperienze già vissute e creare nuovi ricordi, può causare squilibri ormonali che regolano il senso di sazietà e l’aumento/diminuzione di peso. Bisogna trovare l’origine del problema e cercare di porvi rimedio.
La psicoterapia in questo senso, grazie a strumenti psico educativi (igiene del sonno), psicoterapeutici (lavoro sui vissuti e sulla storia individuale) e farmacologici può rivelarsi molto utile.