Gli italiani non fanno prevenzione cardiovascolare. E’ un quadro preoccupante quello che emerge dall’indagine compiuta dai geriatri dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma, secondo il quale gli italiani – rispetto alla media – rispettano solo quattro dei sette fattori considerati “protettivi” per il cuore dall’American Heart Association. Solo il 2{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} li ha tutti e sette mentre il 10{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} ne presenta meno di tre.

Lo studio è stato pubblicato sull’European Journal of Public Health ed è stato condotto su 1100 soggetti (di cui il 56{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} donne) tramite la somministrazione di un questionario sulle abitudini di vita e la misurazione di alcuni parametri vitali ed ematochimici.

Vediamo quali siano i “7 assi“. Il questionario valuta l’attività fisica svolta, il rispetto di una dieta adeguata e l’abitudine al fumo di sigaretta. Le misurazioni, invece, sono relative alla pressione arteriosa, all’IMC (Indice di Massa Corporea), ai livelli di glicemia e di colesterolo. E i dati più preoccupanti riguardano la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo: solo il 3{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} dei soggetti ha fatto riscontrare valori di colesterolo normali (<200 mg/dl) e solo il 2{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} valori pretori adeguati (<120/80 mmHg). Mentre la presenza di valori glicemici accettabili è risultato il parametro ottimale più diffuso (il 96{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e})

I risultati, insomma, parlano chiari: gli italiani sono ben lontani dagli standard suggeriti dalle comunità scientifiche internazionali, in tema di controllo e prevenzione del rischio cardiovascolare. E’ quindi necessario attuare importanti e adeguate strategie che possano implementare i programmi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e campagne di informazione su ampia scala, nonché la promozione di tutti quei comportamenti che costituiscono quasi un’assicurazione per un invecchiamento attivo e di successo.