Una sola notte di mal riposo, favorisce l’aumento di beta-amiloide, ovvero una proteina che si trova nel nostro cervello che viene collegata alla patologia dell’Alzheimer. Se non si riesce a riposare bene per una settimana, si incrementano anche i livelli della proteina tau, che è associata al danneggiamento cerebrale paragonato all’Alzheimer  ed altre malattie neurologiche.

E’ quanto si evince da uno studio pubblicato sulla rivista Brain dai ricercatori della Washington University di St. Louis (Usa), secondo cui chi soffre d’insonnia durante la mezza età potrebbe avere maggiori probabilità di soffrire di demenza in età avanzata.

L’indagine ha coinvolto 17 persone sane che non avevano problemi cognitivi e non avevano disturbi di sonno, di età compresa tra i 35 anni ed i 65 anni. Ad ogni partecipante è stato messo sul polso un dispositivo che monitorava il tempo trascorso ogni notte a dormire, per un periodo di due settimane Dopo i 5 giorni iniziali, dove i volontari, dormivano nelle loro case, gli stessi sono stati invitati a dormire in un laboratorio, dove sono stati fissati, sulla loro testa, attraverso una cuffia, degli elettrodi per il monitoraggio delle onde celebrali.

Metà dei partecipanti ha potuto continuare a riposare tranquilla, mentre l’altra metà è stata disturbata più volte durante la notte. Nello specifico, quando i segnali cerebrali dei soggetti si stabilivano sul modello a onde lente, che caratterizza il sonno profondo e privo di sogni, i ricercatori inviavano una serie di segnali acustici attraverso le cuffie, che gradualmente diventava sempre più forte, finché i partecipanti passavano a una fase di sonno meno profondo. Il mattino successivo, i volontari che erano stati disturbati durante il sonno hanno riferito di sentirsi stanchi e non riposati, anche se avevano dormito per lo stesso tempo degli altri e raramente ricordavano di essere stati svegliati durante la notte.

Gli studiosi, hanno quindi individuato i livelli della proteina beta-amiloide e della proteina tau, nonché il midollo spinale di tutti i volontari.
Dopo un mese dal primo esperimento, lo stesso è stato ripetuto, stavolta invertendo le parti, ovvero quelli che erano stati soggetti a disturbi, in questa occasione hanno dormito senza essere interrotti e gli altri invece sono stati sottoposti a disturbi.

Al termine della ricerca, gli studiosi hanno comparato i livelli della proteina beta-amiloide e della proteina tau correnti nel cervello di ciascun volontario dopo la prima notte di insonnia. Hanno osservato che i livelli di beta-amiloide era incrementata di circa il 10{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} mentre non hanno riscontrato aumenti della proteina tau. Dopo una settimana, però, anche i livelli di quest’ultima proteina, sono iniziati ad aumentare.
Gli esperti hanno quindi concluso che dormire poco e male, può provocare l’aumento dei livelli di 2 proteine che sono collegate alla patologia dell’Alzheimer e, la carenza prolungata di sonno, nella fascia della mezza età, può concorrere al rischio di sviluppo dell’Alzheimer in età più avanzata.