memoria

Nell’era della frenesia, della velocità e della competizione a tutto campo è sempre più difficile concedersi del tempo per fare un bel riposino pomeridiano.
Ma la pennichella aiuta a memorizzare le informazioni, soprattutto quelle a noi più vantaggiose e a sostenerlo è uno studio pubblicato sulla rivista eLife, dei ricercatori dell’Università di Ginevra (Svizzera), coordinati da Kinga Igloi.
Che il sonno, in generale aiuti a consolidare la memoria è una cosa risaputa ma grazie a questo studio possiamo aggiungere che consente anche di selezionare e rievocare i ricordi che hanno un valore gratificante.

ESPERIMENTO
L’esperimento dimostrativo è stato condotto su 31 persone alle quali è stato chiesto di memorizzare otto coppie di immagini, precisando loro che se fossero stati in grado di ricordare 4 specifiche coppie di foto, avrebbero ottenuto una ricompensa extra.
Successivamente alla memorizzazione sono stati concessi 90 minuti di pausa, tempo in cui a metà dei volontari è stato possibile fare un sonnellino pomeridiano e all’altra metà solo di concedersi qualche svago ma non di dormire.
Conclusa la pausa, tutti i soggetti sono stati invitati a rispondere ad alcuni quesiti sulle immagini memorizzate e di indicare, per ciascuna domanda, quanto si sentissero sicuri di fornire una risposta corretta.

Dopo tre mesi i ricercatori hanno sottoposto i partecipanti ad un test a sorpresa nel quale i volontari sono stati invitati a ricordare le coppie di immagini, questa volta analizzando però l’attività celebrale attraverso una risonanza magnetica.

RISULTATI
I due esperimenti hanno prodotto esiti diversi.
Al termine di quello eseguito dopo la pausa di 90 minuti, il gruppo che aveva dormito ha fornito, nel complesso, risposte migliori ma senza differenza sostanziale dall’altro gruppo.
Invece, nel test eseguito 3 mesi dopo, la differenza è stata più marcata, infatti i soggetti che avevano dormito ricordavano meglio degli altri le immagini collegate ad una ricompensa extra e apparivano più sicuri di fornire la risposta esatta, nonostante fossero passati 90 giorni dal momento in cui avevano memorizzato le foto.

Così la ricerca dimostra che il sonno aiuta a consolidare i ricordi, dando priorità a quelli che hanno maggiori possibilità di garantire il successo e la sopravvivenza.
Dalla risonanza si evidenziava, inoltre, che i partecipanti che avevano schiacciato il pisolino mostravano una maggiore connettività tra l’ippocampo e le altre due aree del cervello coinvolte nel consolidamento della memoria e nell’elaborazione della ricompense, la corteccia prefrontale mediale e lo striato.

Secondo gli esperti, ciò significa che il sonno rafforza i legami tra le aree del cervello incaricate di memorizzare le informazioni e di elaborare le gratificazioni.
Prendersi una piccola pausa, per concedersi un riposino, può essere molto utile soprattutto a quei soggetti, come gli anziani, che hanno bisogno di aiutare il cervello al ricordo e alla memorizzazione degli eventi.