Della vaccinazione degli adulti si parla ancora poco, nonostante essa sia una “mossa vincente” per gli over 65, non solo per prevenire l’influenza ma anche per tenere lontane altre infezioni rischiose come la polmonite e l’herpes zoster (Fuoco di Sant’Antonio).

“Disinformazione, pregiudizi e luoghi comuni restano i maggiori ostacoli”, sostiene Roberto Bernabei, geriatra presidente di Italia Longeva. “Nemmeno la gratuità dell’offerta vaccinale per gli over 65 basta ad aumentare i livelli di copertura. Una possibile strada per contrastare la disaffezione alla vaccinazione è quella di investire sulla comunicazione ai cittadini: la televisione e i social, per la loro accessibilità e capacità di fare leva sull’aspetto emozionale e sulla forza delle immagini, sono un ottimo mezzo per arrivare dritti alle persone con messaggi positivi e incisivi sulla vaccinazione”.

I numeri delle malattie evitabili con la vaccinazione basterebbero da soli a far comprendere l’importanza dell’immunizzazione. In Italia nelle ultime stagioni influenzali l’eccesso di mortalità direttamente attribuibile all’influenza è stato, in media, di 17mila decessi ogni anno.

“Abbiamo a disposizione uno strumento semplice ed efficace per evitare le morti, che per il 90% riguardano gli anziani, ma serve maggiore consapevolezza da parte dei cittadini su quanto sia importante vaccinarsi a partire dai 65 anni, quando le patologie croniche e la diminuzione delle funzioni del sistema immunitario rendono più vulnerabili alle infezioni”, spiega Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del Calendario per la vita.

“Nel caso della vaccinazione antinfluenzale – continua – le società scientifiche sostengono un abbassamento progressivo dell’età dell’offerta attiva e gratuita, prima a 60 e poi a 50 anni, perché circa 1/5 degli over 50 è già affetto da almeno una malattia cronica. Oltre ai vaccini per difendersi dai tre avversarì più temibili, non vanno dimenticati i richiami per tetano, difterite e pertosse, anch’essi inseriti nel Calendario per la vita”.

Le politiche di immunizzazione dell’adulto ci sono, come la vaccinazione anti-pneumococcica e quella anti-Zoster che, infatti sono state inserite, in regime di gratuità, all’interno del Piano di prevenzione vaccinale 2017-2019. “Tuttavia, la soglia di copertura raccomandata del 75% resta ancora lontana dall’essere raggiunta”, afferma Claudio D’Amario, direttore generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. “Serve la collaborazione fra tutti gli attori coinvolti per rilanciare l’adesione alla vaccinazione, mettendo in campo una forte azione di sensibilizzazione a tutela della salute di tutti i cittadini”.

Infine, conclude Claudia Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale: “Il nostro contributo non si limita alla vaccinazione antinfluenzale, ma è finalizzato alla realizzazione di una vera e propria presa in carico vaccinale, che parte dalla lotta alla disinformazione, dalla rassicurazione sulla sicurezza dei vaccini e dalla diffusione di una maggiore conoscenza sugli strumenti di prevenzione a disposizione degli over 65”.