Misurare la pressione è un’azione importante, soprattutto nel caso degli anziani. Ma quali sono i valori oltre i quali è necessario preoccuparsi?

Misurare la pressione è un’azione importante, soprattutto nel caso degli anziani. Ma quali sono i valori oltre i quali è necessario preoccuparsi?

I medici sono chiari: non esistono livelli di pressione ottimali uguali per tutti anche perché questi valori subiscono numerosi mutamenti nel corso della vita e anche delle singole giornate. Per questo la misurazione è fondamentale per prevenire malattie cardiovascolari, ictus e infarti… Ma definire quali siano i valori pressori “giusti” è piuttosto complesso anche se ogni anno vengono pubblicate delle linee guida che indicano alcuni valori medi (con possibili oscillazioni di +/- 20 punti circa) intorno ai quali si ritiene che la salute sia garantita.

Da quest’anno, però, ci sono nuove linee guida riguardanti i valori della pressione alta degli anziani in estate. Insomma i parametri di riferimento potrebbero essere diversi da quelli considerati fino ad ora ottimali dalla comunità scientifica.

A definirli sono i lavori del recente Seminario Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica svoltosi a Roma (gli scorsi 8 e 9 giugno). Ciò che è emerso durante la due giorni mette in discussione quanto ritenuto finora: per stabilire i valori ottimali della pressione sarebbe necessario considerare l’età biologica più di quella che appare sulla carta di identità. E in quest’ottica anche l’approccio terapeutico, nel corso del periodo estivo, dovrebbe essere più morbido con dosaggi terapici da rivedere durante il periodo più caldo, un passo in avanti che prende in considerazione anche i possibili effetti collaterali dei farmaci (che per esempio nei casi di pazienti con problemi cognitivi, possono comportare un peggioramento nei processi di declino). Il rischio sarebbe quello di spingere i pazienti verso l’ipertensione o casi di pressione eccessivamente bassa. Per fare qualche esempio in merito ai valori, il parametro ritenuto corretto per gli over 65 segnava una pressione arteriosa massima di 150, mentre per gli over 80 intorno ai 160… Come dire che il valore massimo di 140 tradizionalmente auspicato per gli adulti, nel caso degli anziani rappresenta un traguardo troppo ambizioso da raggiungere.

Inoltre, proprio l’ipotensione ortostatica (vale a dire il calo di pressione che si verifica quando si passa da seduti/sdraiati alla posizione eretta) diventa una questione fondamentale soprattutto negli over 80 e negli anziani fragili. La pressione bassa va combattuta con maggiore impegno ricordando sempre che la migliore terapia parte da un’analisi accurata dei bisogni e della situazione di ogni singolo paziente.

Il tema della pressione nelle persone anziane, comunque, rimane un argomento delicato. Una pressione troppo alta (anche se è stato dimostrato che dopo i 70 anni potrebbe aiutare a vivere più a lungo anche a causa dei rischi legati invece all’ipotensione) può provocare danni al sistema cardiocircolatorio, sotto forma di gravi crisi ipertensive (brusco innalzamento della pressione, accompagnato da mal di testa, ronzii, vertigini, alterazioni visive…) con risultati drammatici: insufficienza renale, danni alla memoria e/op ischemia. Anche una pressione troppo bassa, però, espone a numerosi rischi. L’ipotensione può portare a disturbi del sistema nervoso e cardiovascolare, arrivando a mettere a repentaglio la vita dei pazienti in casi di ipotensione da shock.

Le regole per evitare di incorrere in questi rischi sono: rivolgersi al medico per calibrare al meglio la terapia farmacologica, seguire una dieta equilibrata (povera di sale), evitare il fumo e l’alcol, praticare sport.