Come prevenire la “cervicale”?

Sono quei dolori che si avvertono sulla parte posteriore del collo che talvolta raggiungono anche spalle e braccia. I dolori cervicali possono avere molte radici, alcune anche legate alle posizioni che assumiamo quando dormiamo, sediamo per lavorare al computer o studiare, guidiamo. Il termine medico è cervicalgia, ma tutti la chiamiamo cervicale e ha due forme: articolare e muscolare ed è sulla forma muscolare che ci concentreremo perché, in quanto derivante da sforzi, traumi e posture scorrette è possibile prevenirla e/o migliorarla.

Innanzitutto facciamo attenzione ai sintomi. La localizzazione della cervicalgia è variabile, per questo è importante valutarla con attenzione in modo da rilevare la natura della patologia anche attraverso altri fattori come il coinvolgimento dei nervi, articolazioni e muscoli o la presenza di una infiammazione pregressa. Il sintomo più frequente è quello di un dolore localizzato al collo (la muscolatura è contratta e rigida, i movimenti sono compromessi), ma strettamente legato a questo fastidio è anche il mal di testa (fino ai casi più gravi con nausea, capogiri, vertigini e offuscamenti). Per inquadrare meglio i sintomi è importante anche conoscere le cause di questo disturbo piuttosto diffuso: traumi (come colpi di frusta causati da incidenti, colpi di freddo o sollevamento di carichi in condizioni sfavorevoli), la postura scorretta (nella vita quotidiana e notturna, in ufficio e in auto) sulla quale possono influire negativamente (e quindi, viceversa è possibile intervenire su questi fattori per eliminare qualche concausa), lo stress emotivo e psicofisico, la sedentarietà, i problemi dentali (malocclusione o errato appoggio dei denti a bocca chiusa).

In tema di prevenzione, quindi, bisogna guardare con attenzione alla propria quotidianità, innanzitutto cominciando da quelli che possono essere considerati ausili per mantenere una postura corretta al lavoro, a casa, al ristorante: scegliete una sedia che vi faccia mantenere la colonna vertebrale perpendicolare al pavimento, appoggiate entrambi i piedi a terra (evitando quindi di accavallare le gambe), appoggiate entrambi gli avambracci al piano di lavoro, non curvate la schiena o piegate il collo mentre lavorate, leggete, disegnate… E di tanto in tanto alzatevi per concedervi qualche minuto di stacco con una breve camminata (basta solo qualche minuto) e/o per qualche esercizio di stretching che alleggerisca la tensione muscolare.

Anche quando si va a letto è importante mantenere una corretta postura per garantire il rilassamento muscolare e un corretto recupero notturno. Posizione comoda (grazie anche a un materasso confortevole a a un giusto cuscino che offra il giusto sostegno alla colonna e impedisca al collo di assumere posizioni sbagliate) che permetta di mantenere la linea del collo in asse con la restante parte della colonna vertebrale in totale assenza di disequilibrio. Evitate la posizione prona e prediligete quella supina.

Non sottovalutate il problema e cercate per quanto possibile di evitare di mantenere la stessa posizione troppo a lungo nell’arco della giornata perché favorisce la rigidità di articolazioni e muscoli indeboliti. Svolgete qualche semplice esercizio – come piccoli piegamenti e rotazioni del viso e del collo e dei gomiti (portando le mani alle spalle) sia in senso orario sia in senso antiorario – ed evitate di farvi massaggiare da chi non sia uno specialista. Ricordate, niente movimenti bruschi che potrebbero aggravare la patologia. Se avete voglia oltre alla ginnastica posturale, altre attività sportive che possono giovare alla patologia sono il nuoto (lo stile da preferire è il dorso), lo yoga e il pilates tutte attività che evitano i sovraccarichi del collo.