Con l’avanzare dell’età possono insorgere disturbi fisici di varia natura, alcuni dei quali coinvolgono la salute degli occhi. Tra questi rientra la maculopatia degenerativa senile, una problematica della vista che si sviluppa nella macula compromettendo così la capacità di vedere correttamente. Questo tipo di maculopatia, in Italia, colpisce circa un milione di individui over 50 e, nei casi più gravi, può condurre alla cecità.

La macula è il punto dell’occhio che permette alla luce di essere “registrata” e trasformata in immagini: nello specifico, si tratta della zona centrale della retina, dove i fotorecettori, coni e bastoncelli, si occupano della trasmissione degli impulsi. Le patologie che la colpiscono causano un danneggiamento della visione centrale dell’occhio.

Le maculopatie possono essere conseguenza di altre patologie della vista che si aggravano fino a compromettere la macula (dette maculopatie “acquisite”), o possono invece avere natura genetica.
Le principali tipologie individuate sono:

– maculopatie ereditarie, tra cui la distrofia maculare giovanile, la distrofia vitelliforme, la distrofia maculare pseudo-infiammatoria di Sorsby, la distrofia maculare North Carolina, la distrofia maculare tipo Butterfly e l’edema maculare cistoide dominante;

– maculopatie acquisite, ovvero la maculopatia miopica, l’edema maculare cistoide, maculopatia diabetica, il foro maculare idiopatico e la maculopatia degenerativa legata all’età

Detto cio, è importante evidenziare in particolare l’incidenza delle maculopatie acquisite a seguito di problemi di salute abbastanza frequenti: ad esempio l’edema maculare cistoide può essere una complicanza dei danni che un’esposizione al sole troppo intensiva provoca agli occhi. La maculopatia miopica, poi, si presenta come conseguenza della miopia patologica, a sua volta caratterizzata da un aumento della lunghezza assiale dell’occhio superiore a 26 mm e da una miopia superiore alle 6 diottrie, che si aggrava fino a danneggiare la macula stessa. La maculopatia diabetica è invece la più grave complicazione della retinopatia diabetica, patologia degenerativa legata al diabete mal compensato.

La maculopatia degenerativa senile è la più frequente tra quelle acquisite e insorge generalmente dopo i 50 anni. Ne esistono due forme, secca ed essudativa.

La maculopatia secca (o atrofica) è la più frequente: si considera che colpisca circa l’80% delle persone affette dalla patologia (dati ISS). È legata proprio all’assottigliamento della retina che avviene con l’avanzare dell’età: le cellule vive smettono di funzionare, e pian piano scompaiono. La retina diventa così sottile da non riuscire più a svolgere le proprie funzioni e si atrofizza (da qui il nome atrofica), causando la compromissione della macula.
I sintomi che possono far presagire la presenza di maculopatia secca sono principalmente: affaticamento nella lettura, con visione di alcune lettere sfocate; presenza di scotomi, aree scure o vuote al centro del campo visivo; metamorfopsie, ovvero la visione distorta o spezzata di linee dritte. Circa nel 10%-15% dei casi (dati ISS), la maculopatia secca può trasformarsi nella forma umida.

La maculopatia umida (o essudativa) è la meno frequente, ma anche la più invalidante: è la conseguenza della formazione di vasi sanguigni anomali(i cosiddetti neovasi), che si sviluppano a partire dalla membrana più interna dell’occhio e crescono al centro della retina. I neovasi sono molto sottili e proprio per questo possono rompersi: il sangue può quindi essudare e compromettere la macula, danneggiando la vista. Il calo della vista è tempestivo e il soggetto percepisce le immagini ondulate o distorte, con vuoti nelle aree centrali dell’area visiva.

In generale, il sintomo che caratterizza la maculopatia è proprio la perdita della visione centrale, infatti, essendo coinvolta la macula, al centro della retina, potranno apparire chiari ad esempio i contorni di un viso, ma non i tratti del volto, o la sagoma dell’orologio, ma non la posizione delle lancette. Per comprendere se sta insorgendo una maculopatia degenerativa senile, è indispensabile effettuare alcuni esami di controllo.

Nella prima visita, il medico farà un check oculistico completo, una valutazione del segmento anteriore dell’occhio e un esame del fondo dell’occhio per vedere lo stato della retina. Se da questo controllo iniziale si evidenziano delle problematiche, si proseguirà con test specifici di approfondimento.

Esiste inoltre un test di autovalutazione che può essere utile per rendersi conto se si stanno sviluppando problematiche retiniche: si tratta del Test di Amsler, costituito da un riquadro contenente un pallino nero che deve essere osservato secondo indicazioni specifiche.

Purtroppo, non esiste una vera e propria cura per fronteggiare questa problematica: essendo una condizione generativa, è importante fare il possibile per limitare i danni e rallentarne il decorso. In particolare, è possibile intervenire sulla tipologia essudativa, per esempio: con cure farmacologiche dedicate ai vasi sanguigni anomali che provocano il sanguinamento; con terapie fotodinamiche nelle quali si utilizza un raggio laser per stimolare i vasi sanguinanti alla ricezione del farmaco che poi renderà possibile la loro chiusura.

Si consiglia, inoltre, una particolare attenzione alle persone che dopo i 50 anni soffrono di patologie come diabete, disturbi legati alla circolazione e miopie elevate. Inoltre, la salute degli occhi passa dal controllo della pressione sanguigna, da una sana alimentazione e dall’esercizio fisico costante, che permette di mantenere il corpo in un buono stato generale.