I rimedi naturali contro l’insonnia

Durante la terza età si verificano parecchi cambiamenti fisiologici e psicologici che condizionano la qualità della vita. Fra questi, uno fra i più problematici e diffusi è l’insonnia (o comunque una certa difficoltà a prendere sonno la sera o ad avere un riposo costante e duraturo per tutta la notte) con conseguenze gravi non solo sulla persona ma anche sulla salute. Irascibilità, stress, difficoltà di concentrazione, cefalea, dolori articolari e cronici (per citarne solo alcuni) sono tutti “effetti collaterali” dell’insonnia. Curarla, quindi, è di primaria importanza per evitare l’insorgere di altre patologie.

Studi scientifici dimostrano che i disturbi del sonno possono scatenare depressione, problemi di attenzione e concentrazione, deficit di memoria, sonnolenza, maggiore sensibilità e reattività al dolore, cefalea, dolori articolari, vertigini… E persino patologie cardiovascolari. Dormire bene, invece, protegge il cervello e il suo umore.

L’insonnia può essere legata a vari fattori fra cui stress, depressione, cattive abitudini e un ambiente poco indicato. È possibile però intervenire su alcuni di questi fattori per cercare di invertire la tendenza in modo naturale.

Cominciamo con il concetto di “igiene del sonno” che significa condurre una giornata il più attiva possibile (evitando riposini e più in generale la pigrizia sul divano o davanti al computer che condizionano il ciclo di sonno e veglia fondamentale non solo per un buon sonno notturno, ma anche per essere vigili durante il giorno). Passando alla rimozione delle cattive abitudini, meglio evitare di guardare la tv a letto e anche consumare cene leggere, il consumo di alcolici, caffeina e teina, il fumo e concentrare le attività fisiche o sportive nelle prime ore della giornata (cercando di non svolgerle, per esempio, nel tardo pomeriggio). E’ importante anche essere precisi e regolari negli orari di veglia e sonno in modo da riequilibrare i ritmi e mettersi a letto non appena si avverte sonno o stanchezza senza aspettare oltre.

Cambiare le proprie abitudini, però, può non bastare. Il suggerimento è di provare a evitare l’uso dei farmaci che potrebbero creare squilibri ad altri sistemi (spesso infatti sono i farmaci stessi a impedire di dormire bene come nel caso dei diuretici o dei betabloccanti che inibiscono la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia). In questi casi si può ricorrere a rimedi naturali, ma è comunque opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia (se non addirittura a uno specialista del sonno). Ci sono diversi rimedi fitoterapici che è possibile utilizzare: la camomilla (perfetta anche per i bambini, ma senza esagerazioni per non ottenere l’effetto opposto) che ha un effetto calmante sullo stress psicologico; il tiglio che col suo effetto sedativo è ideale per calmare tensioni e nervosismo; il biancospino che agisce sul sistema nervoso; l’iperico che all’effetto calmante aggiunge anche un potere benefico sulla depressione; l’arancio dolce con le sue proprietà calmanti; il salice e la passiflora che placano palpitazioni e ansia; la melissa che agisce sul sistema nervoso e la valeriana che si comporta da tranquillante naturale.