Salute sociale, salute fisica e mentale

Il benessere fisico e mentale passa attraverso la vita sociale. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Gerontology Series B: Osycological Sciences and Social Sciences dai ricercatori dell’Università di Austin (Texas, Usa) guidati da Karen Fingerman, secondo il quale gli anziani che interagiscono frequentemente non solo con i famigliari, ma anche con amici, conoscenti ed estranei avrebbero maggiori probabilità di sperimentare stati d’animo positivi, oltre ai già riscontrati benefici legati alla minore sedentarietà.

Lo studio ha coinvolto oltre 300 persone di età superiore ai 65 anni alle quali è stato chiesto di riportare le attività svolte e le relazioni sociali intrattenute ogni te ore per circa una settimana e di indossare alcuni dispositivi elettronici per monitorarne l’attività fisica. Al termine dell’indagine è emerso che nei periodi in cui i volontari svolgevano attività sociali (come incontrare gli amici o anche il semplice parlare con altre persone) erano anche impegnati a eseguire altri compiti (come camminare o fare shopping) o comunque a trascorrere meno tempo seduti.

La socialità, quindi, avrebbe un impatto positivo sulla salute fisica degli anziani perché li stimolerebbe a essere più attivi e meno sedentari e sul benessere mentale perché ridurrebbe le probabilità di sperimentare sentimenti ed emozioni negative.

A rinforzo della teoria che lo stile di vita incide sulla salute del cervello si aggiunge anche lo studio condotto da un gruppo di ricercatori svedesi del Karolinska Institutet su 506 anziani a partire dai 78 anni ai quali è stato chiesto di compilare alcuni questionari volti a determinare il grado di neuroticismo (che misura il tipo di risposta allo stress) e di estroversione (che rivela il grado di socialità e di apertura verso le altre persone). E dai risultati è emerso che gli anziani più calmi e con uno stile di vita socialmente attivo avevano un rischio inferiore di circa il 50% di sviluppare forme di demenza.