Ci sono alcuni over 80 che conservano le capacità cognitive delle persone di mezza età, perché in qualche modo riescono a contrastare il declino cognitivo e la perdita di memoria. Per questo motivo sono chiamati Super Anziani (o Super Agers).

Un gruppo di ricercatori della Northwestern University di Chicago (USA), guidati da Amanda Cook, ha deciso di indagare la ragione che permette di essere dei Super Anziani. Uno stile di vita particolare? Un’alimentazione attenta? Niente di tutto questo. La ragione sembrerebbe essere genetica: il merito sarebbe della corteccia cerebrale che risulterebbe più spessa di quella dei loro coetanei. Di conseguenza, il cervello dei Super Anziani invecchierebbe a una velocità nettamente inferiore rispetto a quella degli anziani “normali”.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Jama e ha coinvolto 36 ultra ottantenni (di cui 24 Super Agers). Confrontando il tasso di invecchiamento cerebrale e misurando la velocità di perdita della materia cerebrale nella loro corteccia, i ricercatori hanno rilevato che l’encefalo degli anziani “normali” va incontro a una sorta di atrofia (vale a dire una riduzione del tessuto cerebrale) a una velocità doppia rispetto a quanto accade nei Super Anziani. E in particolare, la scoperta ha dimostrato che se gli over 80 “normali” persone ogni anno il 2,24{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e} del volume cerebrale, i Super Agers ne perdono soltanto l’1,06{5e7528207bbabd3d97c131453c4493725b8ac512835c5dbaca13fa301ec2884e}.

Anche un gruppo di ricercatori del Massachusetts General Hospital ha deciso di studiare i Super Agers. Individuato un gruppo di soggetti con performance cognitive uguali a quelle di un gruppo di soggetti con età pari a un terzo della loro (quindi di 25enni) hanno poi pubblicato i risultati della loro ricerca sul Journal of Neuroscience per cercare di comprendere meccanismi che potrebbero prevenire la demenza senile e le patologie neurodegenerative. Lo studio eseguito su 40 vecchietti e 40 giovani d’età compresa tra i 18 e i 32 anni ha fatto mergere 17 Super Agers in cui l’insula anteriore (ovvero la corteccia orbito frontale e l’ippocampo) era più sana rispetto a quanto considerato normale in persone della loro età. E’ solo fortuna genetica o lo stile di vita può favorire un invecchiamento attivo che permetta di conservare una mente brillante e performante? Certo, alcuni fattori (come il fumo, il colesterolo alto, l’ipertensione…) contribuiscono a un invecchiamento precoce e quindi tenerli sotto controllo potrebbe contribuire a mantenere il cervello sano… Ma il segreto dell'”eterna giovinezza” è ancora tutto da indagare… E da scoprire.