depressione

Con l’invecchiamento, quando le funzioni cognitive e fisiche cominciano a declinare, risulta inevitabile smettere di guidare.

Questo evento non è da sottovalutare e da quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of the American Geriatrics Society, da un team di ricercatori americani guidato da Guohua Li, professore di epidemiologia presso la Columbia University di New York, potrebbe nuocere alla salute e aumentare il rischio di depressione.

Dopo aver esaminato lo stato di salute di numerosi automobilisti di età pari o superiore a cinquantacinque anni i ricercatori hanno scoperto che smettere di guidare aveva prodotto in loro un declino fisico e cognitivo ed aveva finito per complicare i loro rapporti interpersonali.

La rinuncia all’auto aveva aumentato le probabilità che gli anziani venissero ricoverati presso strutture assistenziali a lungo termine incrementando cosi il rischio di mortalità.

Smettere di guidare può influenzare negativamente lo stato d’animo dell’anziano che si vede privato di un elemento fondamentale della vita quotidiana e di un mezzo indicatore di un forte autocontrollo, libertà personale e indipendenza.

La famiglia è fondamentale in questa fase e deve attuare una serie di accorgimenti per ridurre la necessità di guidare nell’anziano, ad esempio fargli visita regolarmente, portare la spesa, fargli un po’ di compagnia e aiutarlo nelle sue necessità.

Molto importante inoltre la presenza di un buon trasporto pubblico per ottenere generi alimentari, per farsi visitare dal medico, partecipare ad eventi sociali e svolgere le normali attività.

Quando arriva il momento è quindi importante ideare piani personalizzati per restare attivi e mantenere i rapporti sociali.